penna di Linus Pauling.
L’ho già fatta nel capitolo precedente, ma questa citazione è così importante, fonda-
mentale, che non sarà inutile ripeterla. “Due delle sue maggiori interazioni sono (1) il po-
tenziamento del sistema immunitario e (2) la sintesi del collagene, una sostanza molto
importante che tiene unito il corpo umano. Il collagene rinforza i vasi sanguigni, la pelle,
i muscoli e le ossa. L'uomo non può creare collagene senza la vitamina C”.5
Il punto 1 significa nessuna (o quasi) malattia infettiva acuta, né malattie
croniche degenerative.
Per capire l’importanza del punto 2, bisogna prima conoscere il ruolo del collagene
nel corpo umano. Esso è assolutamente fondamentale, non solo per la nostra salute, ma
per la nostra vita. Basti pensare che circa un terzo del nostro peso è dato da questa pro-
teina!
Ancora Pauling: “La molecola del collagene è più forte di un filo di acciaio dello
stesso peso. È una delle proteine più abbondantemente presenti nel corpo, che va a costi-
tuire il tessuto connettivo, vale a dire la materia plastica naturale di cui esso è am-
piamente composto”6.
Essa dà solidità, resistenza ed elasticità ai tessuti del nostro corpo: vasi sanguigni, os-
sa, pelle, tendini, ecc...
Se il collagene scarseggia, le ossa diventano fragili (= osteoporosi), le articola-
zioni si indeboliscono (= artrosi) i vasi sanguigni perdono elasticità (= iperten-
sione sanguigna) e subiscono lesioni di vario tipo (= arteriosclerosi, infarto,
ictus), la pelle diventa vecchia e rugosa, ecc... Si dice che siano i cosiddetti “se-
gni dell’età”; ma veramente l’età non c’entra molto. Sono i segni di cronica ca-
renza di vitamina C.
Dobbiamo ora capire di quanta vitamina C abbiamo bisogno per essere in salute. Ab-
biamo visto che in media, su un peso di 70 Kg., gli animali ne producono 10-12 grammi.
Questa quantità però, oltre a variare molto da specie a specie, varia da individuo a indivi-
duo e anche da un giorno all’altro nello stesso individuo. Ciò significa che la quantità otti-
male di questa sostanza è assolutamente personale. Un semplice metodo, che finora resta
anche il solo valido, per determinare quanta ne dobbiamo ingerire è stato ideato dal dott.
Cathcart: il test della tolleranza intestinale.
Si può cominciare, ad esempio, con tre grammi al giorno e poi, ogni giorno, aumen-
tare di un grammo. Quando compare la diarrea, vuol dire che è stata superata la dose di vi-
tamina di cui l’organismo ha bisogno; infatti esso si libera velocemente del sovrappiù at-
traverso l'intestino. A questo punto basta diminuire di uno-due grammi la quantità che è
5 Linus Pauling, idem
6 Linus Pauling, idem
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