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collaterale dovuto alla piridossina in seguito alla somministrazione di 200 mg. di vitami-
na B6 al giorno» (Hawkins e Pauling, 1973). Dosi singole di 50.000 mg. di vitamina B6
vengono somministrate senza seri effetti collaterali. Dosi così elevate vengono prescritte
come antidoto a pazienti che soffrono di avvelenamento da overdose di isoniazide, una
sostanza farmaceutica antitubercolare (Sievers e Harrier, 1984).
Non si conoscono dosi letali per l'acido folico, l'acido pantotenico, la vitamina B12
e la biotina. Queste quattro vitamine idrosolubili sono descritte come prive di tossicità,
anche a dosi molto elevate.
Non esiste una dose letale nota per la vitamina C. Se ne possono prendere per boc-
ca anche 200 g. in un lasso di tempo di poche ore senza effetti dannosi. Da 100 a 150 g.
di ascorbato di sodio sono stati somministrati per fleboclisi senza alcun danno”18.
“L'acido ascorbico non è una sostanza pericolosa: nella letteratura medica è de-
scritto come «virtualmente non tossico». I porcellini d'India, cui era stato somministrato
giornalmente per via orale o endovenosa (infusione di ascorbato di sodio, il sale di sodio
dell'acido ascorbico) in una quantità corrispondente allo 0,5 per cento del loro peso cor-
poreo, per un certo numero di giorni non mostrarono alcun segno di intossicazione (De-
mole, 1934); questa quantità corrisponde, per un essere umano, a circa 350 g. al giorno.
Ne sono state somministrate grandi dosi a cani e gatti contro il cimurro, l'influenza, la ri-
notracheite, la cistite e altre malattie; i risultati sono stati positivi e non è mai apparso
alcun segno di tossicità (Belfield e Stone, 1975; Belfield, 1978, 1982). La dose quotidiana
consisteva in 1 g. per libbra (= 0,45 kg.) di peso corporeo ed era iniettata per via endove-
nosa (due volte al giorno, mattina e pomeriggio); dose corrispondente a circa 150 g.
quotidiani per un uomo adulto. Alcune persone hanno ingerito dai 10 ai 20 g. di vitami-
na C al giorno per venticinque anni, senza che si producessero calcoli renali o altri ef-
fetti collaterali (Klenner, 1971; Stone, 1967). Pazienti affetti da glaucoma sono stati trat-
tati con circa 35 g. di vitamina C (0,5 g. per 1 kg. di peso corporeo) ogni giorno per sette
mesi consecutivi. (Virno e colleghi, 1967; Bietti, 1967). Gli unici effetti collaterali denun-
ciati furono disturbi intestinali (feci molli) durante i primi tre o quattro giorni. A pazienti
affetti da morbi virali o da schizofrenia ne sono stati somministrati fino a 100 g. al gior-
no, senza che si manifestassero sintomi di intossicazione (Klenner, 1971; Herjanic e
Moss-Herjanic, 1967). Un ammalato di cancro ne ha presi 130 g. al giorno per nove an-
ni, ricavandone beneficio.
Una grande quantità (parecchi grammi) di acido ascorbico, ingerito da solo, può
causare a qualcuno disturbi gastrici e intestinali, ma non è mai stato rilevato alcun altro
effetto collaterale più serio. Si può dire che l'acido ascorbico non sia più tossico dello
zucchero comune (saccarosio), mentre è di gran lunga meno tossico del sale comune
(cloruro di sodio). Non è mai stato segnalato alcun caso di morte per un'ingestione mas-
siva di acido ascorbico e neppure alcuna malattia seria”19.
Da decenni in alcune cliniche americane si somministrano da 100 a 300 g. di ascor-
bato di sodio per via endovenosa a malati di cancro terminali, con buoni risultati e nessun
effetto collaterale (Protocollo del dott. Robert F. Cathcart).
18 Linus Pauling, idem.
19 Linus Pauling, idem.
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