Uniti, comprese le cosiddette università della “Ivy League” come Harvard, Yale, la clini-
ca Mayo ed altre, l’industria farmaceutica di investimento ha semplicemente comprato
l'opinione medica in tutto il mondo.
Sempre di più, l'insegnamento delle terapie mediche si è concentrato sulle medicine
chimiche ed, allo stesso tempo, i trattamenti sanitari naturali sono stati banditi efficace-
mente come ”antiquati”. Ogni medico che si è laureato nelle ultime decadi ha imparato
appena che il primo premio Nobel per il ruolo di vitamina C nel metabolismo cellulare è
stato assegnato nel 1937. Quindi, durante più della metà di un secolo, generazioni di mi-
lioni di medici finirono l’università senza alcuna conoscenza circa il ruolo di salva-vita e
di beneficio per la salute delle vitamine, dei minerali e degli oligoelementi”25.
Bisogna consumare vitamine naturali? Quelle sintetiche vanno bene o no?
Bisogna distinguere. Ci sono vitamine sintetiche che sono delle molecole esattamen-
te uguali, atomo per atomo, a quelle naturali. In questo caso possiamo tranquillamente
consumarle. Vi sono altre molecole sintetiche che sembrano avere lo stesso effetto di quel-
le naturali pur essendo diverse da quelle naturali. Sono molecole che non esistono in natu-
ra, quindi non previste dal nostro “progetto genetico” e sono da evitare.
Dove posso trovare queste sostanze?
Essendo degli alimenti, dovrebbero trovarsi nei negozi di alimentari. Purtroppo la
lotta delle multinazionali farmaceutiche per impedirci di usare le vitamine è arrivata ad un
punto cruciale in Europa. Attualmente leggi scellerate proibiscono la commercializzazione
di integratori vitaminici con dosi superiori alle RDA o poco più. Ciò significa, ad esempio,
non più di 180 mg. di acido ascorbico o 1,5 mg. di vitamina B1 al giorno! Inoltre, la specu-
lazione, le tasse e le spese di distribuzione dilatano a dismisura i costi delle vitamine, spe-
cialmente in Italia. Per esempio, capsule o compresse di vitamina C o E costano da 250 a
500 euro al chilo al consumatore finale!
Quindi oggi in Italia è diventato estremamente difficile procurarsi questi alimenti sal-
va-vita. Tutte le scoperte spiegate in questo opuscolo rischiano di restare un bel sogno.
L’ARPC, considerata l’enorme importanza che questi nutrienti hanno per la sa-
lute del genere umano, si impegna ad escogitare ed attuare un modo affinché
chiunque possa accedere al loro acquisto facilmente e legalmente, in quantità
idonee e a prezzi molto più bassi di quelli presenti sul mercato; fino a meno di
un decimo di quelli attualmente praticati al dettaglio.
25 Rath, intervista.
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